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Piante di qualità = garanzia
di successo.

Vivaismo ieri e oggi
La produzione delle piante da frutto segue in modo parallelo il
commercio della frutta: ieri, o qualche decennio fa, occorreva la quantità; oggi, invece,
è la qualità, non disgiunta da una razionale economica quantità, a farsi strada fra i
frutticoltori i quali comprendono sempre più, anche purtroppo per i tanti
"incidenti" che hanno subìto, che la riuscita di un impianto dipende in larga
misura dalla qualità del materiale utilizzato, dalle piante; qualità estrinseche per lo
sviluppo, dotazioni di rami, saldatura dinnesto, ecc.; ma anche qualità intrinseche
quali sanità di materiali, certezza genetica, compatibilità fra i bionti, piante
predisposte con gemme a fiore già differenziate per una rapida messa a frutto, innesti
prelevati da piante madri accuratamente controllate ed allevate in modo da mantenere
inalterate le migliori caratteristiche del clone originario.
Certamente tutto questo fa sì che il costo delle "piante di
qualità" sia superiore; ma quanto costa un frutteto che sviluppa e produce in modo
disforme, con frutta che non risponde ai requisiti richiesti dal mercato, che sopravvive
solo grazie a tutte le cure e le spese che siamo costretti a sostenere per poi rassegnarsi
e infine estirpare tutto?
Gli elevati costi di impianto oggigiorno non consentono errori di base;
inutile preparare bene il terreno, concimare, predisporre limpianto di irrigazione,
la palificazione, ecc., se le piante non rispondono ai migliori requisiti di qualità.
Risparmiare uno su un investimento di dieci per rischiare il fallimento economico non ha
senso.
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La certificazione
delle piante da frutto e delle piante di fragola
Per il frutticoltore acquirente, la certificazione delle piante
rappresenta una garanzia di elevato standard sanitario e qualitativo. Certo non significa
la risoluzione di tutti i problemi ma, nei fruttiferi, lassenza di affezioni che
possono compromettere le caratteristiche quali-quantitative della produzione sono
sicuramente indispensabili per ottenere la riuscita dellimpianto.
I nostri predecessori della ZANZIVIVAI-FERRARA, con grande lungimiranza, iniziarono vari processi di risanamento del materiale
vegetale alla fine degli anni 60 investendo propri capitali per costruire
"repositori" di materiali di base, celle di "termoterapia",
"serre di isolamento" e campi di piante madri; successivamente, negli anni
70, realizzarono il primo e più grande "centro di moltiplicazione
meristematica" mediante il quale, con una équipe di tecnici particolarmente
preparata e in collaborazione con il LA.S.PA.VE. (la sezione sperimentale
dellIstituto di Patologia Vegetale dellUniversità di Bologna),
sono state prodotte e poste in commercio, le prime in Italia, piante certificate esenti da
virus.
Negli anni 80 la Regione Emilia-Romagna iniziava le procedure per
la certificazione volontaria delle piante da frutto e di fragola nella cui direttiva
veniva indicata la struttura dei Vivai Zanzi quale centro di
moltiplicazione autorizzato.
Contemporaneamente nasceva il C.A.V. (Centro Attività
Vivaistiche) lorganismo interprofessionale incaricato di eseguire, assieme
allO.M.P. Regionale (lOsservatorio per le Malattie delle Piante),
lintero processo di certificazione volontaria, grazie anche al contributo della ditta
Zanzi del quale è socio fondatore.
Infine, negli anni 90, le molteplici esigenze del settore
vivaistico e dellintero comparto frutticolo del nostro Paese induceva, finalmente,
le autorità governative, a ricercare un rapporto di collaborazione con il
CIVITALIA,
lorganismo interprofessionale appositamente costituito dalle maggiori organizzazioni
del vivaisti e dei produttori, per avviare quella "certificazione nazionale" da
tempo auspicata, così da porre il vivaismo nazionale alla pari con quello degli altri
Paesi comunitari produttori di materiale vegetale certificato.
Mentre però nella fragola e nelle pomacee la produzione di piante
certificate, in Emilia-Romagna come in tutto il Paese, ha mostrato un costante incremento,
nelle drupacee la certificazione è praticamente insignificante, ad eccezione di alcuni
portinnesti.
Consapevoli dellimportanza di garantire alla nostra clientela il
miglior stato sanitario possibile e la più assoluta certezza genetica, abbiamo costituito
un "campo di Piante Madri per Marze (PMM)" anche per tutte le principali
drupacee, unico in Italia sia per dimensioni che per numero di varietà, ottenendo così
quanto di meglio la tecnologia e la legislazione ci consentono, per contrastare e anche
superare la concorrenza degli altri Paesi dellUnione europea.
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Nuove varietà e brevetti
La moderna frutticoltura si è sviluppata grazie allintroduzione
continua di nuove varietà e nuovi portinnesti; da sempre il nome ZANZI
è sinonimo e promotore del rinnovamento varietale e tecnologico.
Ottenere licenze di moltiplicazione di varietà brevettate dalle più
importanti fonti della ricerca e della sperimentazione mondiale, ha comportato anche il
rispetto di precisi doveri e comportamenti consoni ai regolamenti internazionali ai quali
lItalia ha aderito con colpevole ritardo. Questa adesione ha permesso accordi per
1esclusiva europea delle più famose varietà di fragole ottenute dallUniversità
di California, ancor oggi di importanza mondiale, nonché tante altre varietà di
fruttiferi dai più importanti centri di ricerca e "breeders" americani, ai
quali ZANZI, primo vivaista europeo, si è impegnato a riconoscere ed a
pagare "royalties".
Come molti sanno però, non sempre gli agricoltori hanno rispettato e
rispettano i diritti dei costitutori di novità varietali brevettate.
È auspicabile che il "nuovo brevetto europeo" dia un valido
contributo al contenimento delle moltiplicazioni abusive, vere frodi commerciali punibili
penalmente, grazie allestensione della protezione del brevetto e/o del marchio alla
frutta prodotta, qualunque sia la provenienza delle piante.
Il continuo non rispetto dei brevetti applicati alle novità vegetali
scoraggerebbe la ricerca che è la fonte del progresso e, nel lungo termine, ciò si
ritorcerebbe sugli stessi agricoltori e su quanti operano nel comparto ortofrutticolo.
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