Barra

Logo Asparago Logo Vivai F.lli Zanzi

Impresa Agricola
Vivai F.LLI ZANZI
di Carlo Zanzi & C. s.s.

L’asparago, come altre colture orticole di pieno campo, può inserirsi in modo economicamente valido nelle aziende frutticole italiane. Coltivazione tipica dei Paesi temperati, si sta sviluppando anche in quelli a clima sub-tropicale ed in zone montane temperato-fredde per la crescente richiesta di prodotto da consumarsi tutto l’anno. L’introduzione di nuove varietà e nuovi ibridi in zone recenti di produzione, hanno ridato slancio alla coltura specie nelle aziende meridionali che dispongono di manodopera familiare o a costi concorrenziali.

Torna  all'inizio Torna all'inizio

Barra

TECNICA DI COLTIVAZIONE

Gli obiettivi che l’agricoltore si pone nell’effettuare le scelte di tecnica colturale sono: la riduzione dei costi, qualità e quantità del prodotto, raccolta nel periodo di migliore quotazione commerciale.

La meccanizzazione di alcune operazioni e la tecnica di forzatura in serre o tunnel serre riscuotono interesse crescente.

Torna  all'inizio Torna all'inizio

Barra

CLIMA E TERRENO

L’asparago non presenta esigenze in fatto di clima potendo resistere sia alle basse che alle alte temperature. Ritorni di freddo primaverile possono provocare danni alla qualità dei turioni o ritardo nella fuoriuscita.

Sono da preferirsi i terreni sciolti, sabbiosi, ricchi di sostanza organica, a reazione neutra, profondi, freschi, ben drenati; tollerati quelli salini.

Sono da sconsigliare il ristoppio ad una coltura di asparago o in successione alla coltura di patata, barbabietola, carota, erba medica; è consigliabile far seguire l’impianto a una coltura di cereale per limitare le infezioni di "Fusiarum" e attacchi di "rizoctonia" (mal vinato).

Torna  all'inizio Torna all'inizio

Barra

PREPARAZIONE DEL TERRENO E SISTEMI DI COLTIVAZIONE

Aratura profonda 60-80 cm o ripuntatura a 80-90 cm, successiva estirpatura o lavorazione leggera per interrare i fertilizzanti, estirpatura per livellare la superficie, sono le operazioni che precedono la preparazione dei solchi. Questi possono essere più o meno distanziati, a seconda delle esigenze di meccanizzazione aziendale, e di profondità variabile: l’impianto profondo, 30-35 cm, è consigliabile solo nei suoli sabbiosi; quello superficiale, 15-20 cm, è indicato per terreni freddi e poco permeabili.

L’impianto per la produzione di asparago verde può essere fatto a fila semplice o a fila binata nel qual caso occorre aumentare la larghezza del solco da 40 a 60 cm e aumentare la distanza fra gli argini. Orientativamente questi possono essere gli schemi di impianto:

L’impianto per la produzione di asparago bianco differisce, oltre che nella scelta varietale, anche per una minor larghezza dei solchi ed una maggior distanza fra le file, fino a 2-2,50 m, per consentire il recupero del terreno per la copertura della fila.

Le densità di investimento variano da 28-32.000 zampe per ettaro (100 cm fra le file e 25-30 cm fra le zampe sulla fila) nell’impianto a file semplici, fino a 38-40.000 zampe per ettaro (40 cm fra le bine, 40-50 cm fra le zampe sulla fila disposte a quinconce) in quello a file doppie. Nell’impianto per la produzione di asparago bianco la densità si riduce a 16-18.000 zampe per ettaro. Di norma il trapianto viene effettuato in marzo-aprile al più presto.

Si possono eseguire anche impianti estivi con piantine allevate in contenitori di polistirolo o di polietilene. Questo tipo di impianto può creare la necessità di irrigazioni settimanali se eseguito in ambienti siccitosi o in periodo avanzato (luglio). Tale tecnica permette di effettuare l’asparagiaia dopo una coltura di cereale precoce, consente la meccanizzazione delle operazioni di trapianto, evita lesioni all’apparato radicale e può anticipare l’inizio della fase produttiva, nelle zone più meridionali, al primo anno; di contro va ricordato il maggior costo delle piantine, solitamente ottenute con l’impiego di semi di varietà ibride molto costosi.

Le zampe non vanno assolutamente spuntate; per limitare gli attacchi di "Rizoctonia" e "mal vinato" è opportuno immergere le zampe in una soluzione di ipoclorito di sodio (Varechina) al 15% per 15 minuti e, dopo un abbondante risciacquo, reimmergerle in una soluzione fungicida a base di "carbendazim" all’1% per altri 15 minuti, efficace contro gli attacchi di "Fusarium", e quindi porle nel terreno con le radici ben distese rivolte verso il basso, fuori dal contatto con il letame, ricoprendo il tutto con uno strato di 5-6 cm di terra.

Torna  all'inizio Torna all'inizio

Barra

RACCOLTA

La raccolta inizia al primo anno per un periodo limitato di circa 15 giorni per divenire completa al terzo anno con circa 60 giorni di raccolta. Continuare oltre tali periodi può compromettere la produzione dell’anno successivo. Il taglio dei turioni viene eseguito in profondità con appositi coltelli facendo attenzione a non lesionare quelli in formazione; l’operazione può essere agevolata dall’uso di macchine sulle quali l’operatore avanza seduto.

Torna  all'inizio Torna all'inizio

Barra

LA SCELTA VARIETALE

Data la durata poliennale della coltura, la scelta della varietà da impiantare deve essere ben ponderata, tenendo conto di alcune considerazioni:

• tipo di asparago: verde o bianco;

• destinazione del prodotto: mercato fresco o industria;

• adattamento della varietà al proprio ambiente.

Nel passato la coltura dell’asparago in Italia era basata quasi esclusivamente sulla varietà Precoce d’Argenteuil; negli ultimi anni si sono diffusi numerosi ibridi di provenienza per lo più francese, olandese o americana, ma anche diversi ibridi italiani, più adattabili alle condizioni pedoclimatiche del nostro Paese, stanno riscuotendo interesse fra gli operatori. Sostanzialmente le varietà standard, pur avendo una produttività iniziale minore, risultano molto più longeve; di contro gli ibridi sono più produttivi, presentano maggiore uniformità e migliore qualità, ma hanno in genere una minor durata. Alcuni ibridi F.1 hanno solo piante maschili, pertanto non producono semi garantendo così una più lunga durata dell’asparagiaia e inferiori spese per la pulizia.

BOONLIM

Ibrido mediamente precoce di grande produttività con turioni di grossa pezzatura molto resistenti alla sfioritura. Indicato sia per la produzione di asparago verde che bianco, ha dimostrato ottima adattabilità alla coltura protetta. In F.1 presenta il 100% di piante maschili. Investimento consigliato: 30-35.000 zampe/ha.

GEYNLIM

Ibrido molto precoce di grande produttività con turioni medio-grossi, uniformi, resistenti alla sfioritura. Indicato per produzioni precoci in coltura protetta e pieno campo. 100% di piante maschili. Investimento consigliato: 27-32.000 zampe/ha.

JERSEY GIANT

Altro ibrido con 100% di piante a fiore maschile, ad elevata capacità produttiva e buona precocità con turioni molto grossi e resistenti alla sfioritura. Particolarmente tollerante al Fusarium e resistente alla ruggine.

MARTE

Altro ibrido italiano con piante di sesso maschile di buona e costante produttività, dotato di parziale resistenza alla ruggine e tolleranza contro il Fusarium. Indicato per la produzione sia di asparagi verdi che bianchi con turioni di calibro medio ed uniforme, colorazione chiara. Presenta un grado di precocità di -4 giorni rispetto a Precoce d’Argenteuil.

PRECOCE D’ARGENTEUIL

Media-mente precoce con turioni di pezzatura medio-grossa ma di scarsa omogeneità, di color verde intenso e di buon sapore. Nei climi caldi e ventosi tende a sfiorire precocemente. Idoneo per la produzione di verde e di bianco, sia per il mercato fresco che per l’industria.

RINGO

Ibrido di costituzione italiana interamente maschile di buona produttività, con turioni di calibro medio superiori di 2-3 mm rispetto a Precoce d’Argenteuil e di questo più precoce di 4 giorni. Possiede eccellenti caratteristiche qualitative con basso contenuto in fibre dei turioni adatti pertanto alla frigoconservazione. Consigliato sia per la produzione di turioni verdi che bianchi.

Nell’ambito del "Programma di miglioramento genetico dell’asparago", intrapreso dall’Istituto per l’Orticoltura di Montaso Lombardo, sono stati valutati ibridi F.1 maschili con un grado elevato di adattabilità alle condizioni pedoclimatiche italiane, idonei ai due tipi di prodotto (verde e bianco), con elevate e stabili produzioni negli anni, unitamente a buone caratteristiche qualitative (calibro, colore, sapore, forma, ecc..) e resistenza alle avversità (ruggine, Fusarium, ecc..). Alcuni di questi ibridi sono in commercio, altri di prossima commercializzazione. Molto altro materiale genetico è in corso di valutazione.

Torna  all'inizio Torna all'inizio

Barra

CONCIMAZIONE

L’asparago reagisce in modo molto positivo alla somministrazione di sostanza organica nella concimazione di fondo; al momento dell’aratura, oltre a 500 q.li/ha di letame ben maturo o altri concimi organici disponibili, si consiglia di interrare 250 Kg/ha di fosforo e 150-200 Kg/ha di potassio. Dopo la piantagione, quando la vegetazione ha raggiunto un’altezza di 30 cm, si somministreranno 40-50 Kg/ha di azoto, ripetendo l’operazione per altre due o tre volte a distanza di circa 30 giorni, facendo seguire una leggera rincalzatura. Prima dell’inverno è consigliabile eseguire lo sfalcio della parte aerea, per ridurre i rischi di malattie, ed in concomitanza con l’unica lavorazione del terreno profonda circa 7-8 cm, effettuare la concimazione organica impiegando 150-200 q.li/ha di letame (o altri organici) e la concimazione minerale con 100-150 Kg/ha di fosforo, 150-200 di potassio e 20-30 di magnesio. Prima della raccolta, a fine inverno, distribuire 30-60 unità di azoto, a seconda della quantità di organico apportato, ripetendo più volte ad iniziare dal termine della raccolta fino a distribuire un massimo di 250 Kg di azoto per ettaro. Opportune analisi potranno meglio indicare gli apporti di minerali da effettuare in pre-impianto e successivamente.

Torna  all'inizio Torna all'inizio

Barra

IRRIGAZIONE

L’asparagiaia necessita di una crescita continua anche durante l’estate, pertanto si deve intervenire sia durante la raccolta che dopo con reintegri periodici fino a raggiungere 1000-2000 mc/ha, a seconda delle varie situazioni pedoclimatiche, distribuendo l’acqua o con impianti a goccia o ad aspersione a bassa precipitazione oraria per non abbattere troppo la vegetazione.

Torna  all'inizio Torna all'inizio

Barra

GESTIONE DEL SUOLO

Prima dell’impianto è necessario provvedere alla distruzione delle erbe perenni impiegando "glifosate". Dopo l’impianto il controllo delle infestanti si può ottenere solo con Sencor WG.

Nel primo e secondo anno si interviene in pre-impianto o in pre-ricaccio con "trifluaralin", contro graminacee e dicotiledoni, o con altri prodotti a più largo spettro d’azione quali il "linuron" o "clorprofam + diuron"; al termine dell’effetto diserbante, se necessario, è consigliabile intervenire manualmente.

Dal terzo anno in poi si possono effettuare interventi prima delle lavorazioni primaverili e, successivamente, tra la fine della raccolta e l’inizio della vegetazione aerea in pre-emergenza contro dicotiledoni e graminacee mentre in presenza di perennanti già sviluppate, ed in assenza di turioni, è possibile trattare con "glifosate" o "glufosinate" in miscela con solfato ammonico.

Torna  all'inizio Torna all'inizio

Barra

DIFESA FITOSANITARIA

Accanto alla difesa chimica è necessario adottare mezzi di lotta indiretta applicando tutte le pratiche agronomiche volte a favorire un ambiente avverso ai parassiti fungini ed ai fitofagi; fondamentale risulta l’impiego di materiale di moltiplicazione sano.

Fra i parassiti che attaccano l’asparago ricordiamo quelli di importanza pratica:

Fusariosi; provoca ingiallimenti e disseccamenti della vegetazione con un progressivo deperimento dell’ asparagiaia; si manifesta a macchie circolari di diametro elevato, con la base degli steli e le zampe ricoperti di caratteristica peluria rosa, marciume molle e rosato della parte interna dei fusti delle radici. Le diverse specie di Fusarium si conservano a lungo nel terreno e infettano le piante attraverso le ferite dell’apparato radicale; può trasmettersi mediante il seme quindi anche le piante e le zampe debbono provenire da seme sano ed essere allevate in vasi sterilizzati e ben trattati contro le malattie. Prima della messa a dimora delle zampe è utile l’immersione in una soluzione di "benomyl" o "carbendazim" allo 0,25% per alcuni minuti o allo 0,1% per un quarto d’ora.

Ruggine; si manifesta sulla parte aerea dapprima con punti verde chiaro ovali ed in rilievo, poi la parte aerea si ricopre di striature nere con disseccamenti che riducono l’attività della pianta. La lotta indiretta si fa bruciando in autunno tutta la vegetazione ed attuando le pratiche agronomiche che ne ostacolano la diffusione; quella chimica con ripetuti trattamenti con prodotti rameici o ditiocarbammati dal momento della comparsa dei primi sintomi.

Mosca grigia; questo dittero attacca anche i semi di molte altre specie e rode i turioni scendendo al loro interno e scavando gallerie; i tessuti danneggiati arrossano, i turioni mostrano l’apice ricurvo e le brattee parzialmente aperte. Nelle zone dove sono frequenti gli attacchi occorre trattare 15 giorni prima dell’emergenza dei primi turioni con "diazinone".

Criocere; i danni arrecati dalle larve e dagli adulti di entrambe le specie sono generalmente di scarso interesse. La difesa chimica è consigliata solo durante i primi due anni di impianto con "carbaryl", "phosalone" e "fenitrothion".

Afide; oltre alla distruzione dei resti della vegetazione si interviene, in caso di forti attacchi, con "piretrine" o altri aficidi specifici.

Ipopta o farfalla; densità elevate di questo lepidottero possono provocare danni gravi per gli attacchi che le larve compiono sulle radici distruggendole completamente. Due trattamenti al terreno nelle aree colpite con abbondante acqua (20 hl/ha) e prodotti a base di "carbaryl", "azinphos metil", "phosalone", ecc.. in luglio per colpire le larve prima del loro interramento sono, in genere, risolutivi.

Torna  all'inizio Torna all'inizio

Barra

Home