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Agricola |
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La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della "tecnologia" fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da unarea dove si utilizzano certe tecniche ad unaltra che ne introduce di nuove.
A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nellordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione "fuori suolo" per produrre fragole "fuori stagione" che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.
Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede laffermarsi di varietà "californiane" o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà "europee" di recente costituzione.
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Clima
La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano lesaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..
I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:
Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per limpiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.
Coltura in serra
Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto lalto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..
La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta allinizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.
E importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura allinterno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.
Terreno
La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:
profondità utile superiore a 50 cm;
terreno sciolto o mediamente compatto;
reazione sub-acida;
calcare attivo inferiore al 6%;
salinità inferiore a 2 mS/cm;
assenza di ristagni idrici.
La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.
Laratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dallaffinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.
Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.
La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.
Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dellapparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.
Nei terreni "stanchi" è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.
Scelta del tipo di pianta
Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta "fuori stagione"; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di "piante ingrossate"; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:
Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto dattesa con 2 o più gemme a fiore.
Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.
A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.
cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.
piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.
Le "piante ingrossate" trovano applicazione nelle colture "fuori stagione" sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione "fuori suolo", una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.
Le "piante ingrossate" consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.
Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per laumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.
Densità di piantagione
Limpianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.
Trapianto
Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, lepoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni "fuori stagione" si calcola 60-70 giorni prima dellinizio della raccolta.
Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.
Concimazione
La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta lattività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sullattecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.
Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure lequivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi
Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.
Il potassio deve anchesso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.
Lazoto è lelemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; questultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.
Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:
in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;
frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;
non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);
durante la fioritura e fino allallegagione, distribuire lazoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche lacqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante lelevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);
analizzare lacqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di "bicarbonati" rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; labbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante "acido nitrico", aumenta lassorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nellimpianto dirrigazione).
Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino allallegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nellacqua usata per lirrigazione.
Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.
Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando lassorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono unazione nutritiva diretta ed unazione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono lallegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).
Irrigazione
Analizzare sempre un campione dellacqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente "consorzio" per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l1,2 danni gravi.
Limpianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con unala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura "fuori suolo".
Cure colturali
Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.
Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo dimpianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.
La difesa della fragola
Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dellambiente favorendo lattività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.
Questi i principi attivi ammessi nella difesa integrata:
| Avversità | Principio attivo |
| Ficomiceti | Euparen Fosetil alluminio Metalaxil Propamocarb Cupravit Flow Pomarsol 50 WG |
| Oidio | Nuarimol Penconazolo Pirazofos (*) Triforine Zolfo bagnabile Bayer |
| Marciumi (Botrite) | Clozolinate Euparen Iprodione Procimidone Vinclozolin |
| Antracnosi | Clozolinate Euparen Cupravit Flow Pomarsol 50 WG |
| Afidi | Tamaron Acefate Endosulfan (*) Eptenofos Piretro (naturale) Pirimicarb |
| Tripidi | Acefate Folithion Tamaron Mesurol |
| Acari | Peropal Clofentezine Dicofol Endosulfan (*) Eptenofos |
| Nottue | Tamaron Acefate Mesurol Dipterex liquidi Triclorfon |
| Nematodi | Dazomet
(*) Nemacur granulare |
| Malerbe | Glufosinate
ammonio Setossidim Quizalofop etile Difenamide |
(*) Prodotto da utilizzare solo in casi di stretta necessità, sotto il controllo del tecnico del Centro di Iotta.