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Impresa Agricola
Vivai F.LLI ZANZI
di Carlo Zanzi & C. s.s.

La coltura del noce da frutto in Italia ha una certa rilevanza solo in Campania dove, peraltro, la coltivazione è di tipo promiscuo mentre solo negli ultimi anni, anche per gli incentivi comunitari, sono stati creati impianti specializzati in diverse altre regioni.

Il noce può essere coltivato anche per la produzione di legno o per entrambi gli scopi.

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Tecnica colturale

Il noce comune predilige terreni di medio impasto, fresco anche durante l’estate, profondo, ben drenato essendo molto sensibile ai ristagni idrici; questi favoriscono l’insorgere di marciumi radicali con ripercussioni gravi sulla crescita e sulla produzione. Anche gli stress idrici conseguenti a terreni sciolti in zone ventose riducono la crescita e le produzioni frutticole.

Il noce comune può sopportare minime invernali fino a - 20°C, ma alcune varietà da frutto californiane subiscono danni al di sotto di - 10°C; necessita di 700-800 mm annui di pioggia ben distribuita specie nel periodo primaverile estivo.

 

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Scelta del portinnesto

In Italia l’impiego di semenzali di "J. regia" è quello più raccomandato. L’innesto su "Juglans nigra" (noce nero d’America), molto praticato in Francia per ridurre lo sviluppo ed ancipare l’entrata in produzione, presenta aspetti negativi per lo scarso vigore e le elevate esigenze pedologiche richieste; di fatto lo "J. nigra" è indicato per terreni molto fertili e profondi di pianura o di fondovalle e per varietà vigorose. L’innesto deve essere il più basso possibile, in prossimità del colletto, per ottenere la miglior quantità di tessuti legnosi pregiati qualora si conti anche sulla produzione legnosa di fine ciclo.

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Distanze di impianto

Considerato che il portinnesto più diffuso è il semenzale di noce comune (J. regia) la diversità di sviluppo delle piante è determinata dalle caratteristiche delle differenti varietà, dalla fertilità del terreno e, soprattutto, dalla destinazione produttiva del noceto. Per questo motivo i casi da prendere in considerazione sono tre e precisamente:

DISTANZE DI IMPIANTO

Varietà e destinazione prevalente del noceto Terreni molto fertili con irrigazione di soccorso Terreni di media fertilità con irrigazione di soccorso Terreni con bassa fertilità e non irrigui
Varietà di NOCE EUROPEO di vigore elevato (Franquette, Sorrento, ecc..) a duplice destinazione: noci pregiate e legno. 10 X 10
oppure
10 X 9
9 X 8
oppure
8 X 8
8 X 7
oppure
7 X 7
Varietà di NOCE CALIFORNIANO di vigore medio (Hartley, Eureka, ecc..) ad una sola destinazione: noci pregiate. 8 X 8
oppure
8 X 7
7 X 7
oppure
7 X 6
L'impianto non e' consigliabile
Piante di NOCE COMUNE di vigore elevato non innestate con destinazione prevalente: produzione di legno pregiato. 8 X 7
oppure
7 X 7
7 X 6
oppure
6 X 6
6 X 6

 

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Piantagione e allevamento

Con l’esecuzione pratica dell’impianto, oltre a mantenere le giuste distanze fra le singole piante e le distanze di legge dai confini della proprietà, è indispensabile porre a dimora la pianta a poca profondità (solo 12-15 cm di terra sopra la radice).

Fin dal primo anno si devono eseguire due interventi di potatura verde: il primo quando i germogli raggiungono i 20-25 cm per scegliere quello destinato a costituire il prolungamento del fusto, eliminando alla base i germogli inseriti nei primi 50-60 cm da terra e raccorciando tutti gli altri a 1-2 foglie dall’asse centrale; il secondo intervento in luglio, durante la seconda ripresa vegetativa, sempre per favorire il germoglio centrale. L’uso di un tutore di legno di 2,5-3 m è quantomai opportuno per legarvi il germoglio di prolungamento. Nel secondo anno si ripetono i due interventi in verde fino al raggiungimento dell’altezza ove formare l’impalcatura, circa 2,50 m da terra. Sulle piante a destinazione frutto e legno o solo legno, la prima impalcatura va formata all’altezza di 3,50-4 m e l’asse centrale va mantenuto diritto mediante un buon tutore.

Negli anni successivi gli interventi di potatura debbono essere contenuti e mirati ad ottenere la struttura scheletrica di un vaso ritardato con un asse centrale su cui sono inserite le branche principali attorno alle quali sono poste a spirale le branche secondarie. La potatura di produzione, spesso poco considerata, inizia dopo il quinto anno; consiste nel mantenere la forma di allevamento con opportuni tagli di ritorno per favorire l’emissione di nuovi germogli; nell’asportare eventuali rami in competizione; favorire, specie nelle nuove varietà, la fruttificazione delle gemme laterali. Gli interventi debbono variare a seconda della potenzialità produttiva del noceto e con il modo di fruttificare delle diverse varietà, cioè se questo avviene prevalentemente su gemme laterali o apicali. In ogni caso occorre evitare che si formi eccessivo ombreggiamento all’interno della chioma. In condizioni di buon sviluppo del noceto, può essere fatta ogni due anni. La potatura di produzione va eseguita nel mese di settembre dopo la raccolta

La concimazione può considerarsi simile ad altri fruttiferi e va impostata sulla base delle disponibilità nutrizionali del terreno risultanti da apposite analisi; tenendo conto delle tecniche di conduzione, lavorazione ed inerbimento, e delle disponibilità di irrigazione, la quantità di azoto da somministrare annualmente varia da 60 a 90 Kg/ha per i terreni fertili di pianura, con distribuzione frazionata in tre epoche corrispondenti alla ripresa vegetativa, a fine primavera ed in settembre dopo la raccolta. Nei terreni meno dotati di fertilità, la concimazione azotata deve essere più elevata e ancor più frazionata. Non va inoltre trascurata la concimazione fosfo-potassica specialmente nei terreni sciolti.

Nei suoli di media fertilità ed in base alla destinazione produttiva, dopo il quinto anno dall’impianto, con la concimazione organica e chimica il rapporto dei tre elementi fertilizzanti dovrebbe essere il seguente:

  N P K
Produzione noci pregiate e legno 3 2 2,5
Produzione noci pregiate 3 2 3
Produzione legno pregiato 3 1,5 1,5

Nei noceti specializzati e di superficie elevata, con produzioni unitarie superiori ai 30 qli/ha, la raccolta dei frutti è totalmente meccanizzata mediante l’uso di scuotitori, andanatrici e raccattatrici meccaniche. In Italia, di norma la raccolta viene fatta raccattando i frutti caduti naturalmente, o con l’ausilio di pertiche, su reti appositamente distese sotto gli alberi.

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Scelta delle varietà

In Italia domina la varietà-popolazione denominata Sorrento, propagata per seme e particolarmente ben ambientata nelle zone meridionali, mentre sembra più incerta l’adattabilità nelle altre aree dove sussiste pericolo di brinate tardive. Presenta un albero vigoroso a portamento assurgente, di buona e costante produttività, a fogliazione medio-precoce. La maturazione è medio-tardiva (fine settembre al Sud); frutti medi di buona qualità con resa del 48%.

Le varietà consigliabili ed attualmente propagate sono di origine californiana o francese; sul ns. catalogo citiamo le principali caratteristiche agronomiche di quelle maggiormente diffuse e già sperimentate nei nostri ambienti.

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Difesa fitosanitaria

Il noce può essere attaccato da parassiti che provocano danni diversi a seconda degli organi colpiti. Particolarmente dannosi sono gli agenti della "carie del legno", dell’"antracnosi" che colpisce sia le foglie che i rami, gli agenti responsabili dei "marciumi radicali" e dei "marciumi basali", una batteriosi che colpisce le foglie. Alcuni insetti (rodilegno, cerambice, ecc.) sono dannosi alle piante adibite alla produzione del legno, altri possono provocare danni sui frutti; la difesa riguarda il contenimento dei danni provocato dagli insetti xilofagi sulle giovani piante, più raramente verso gli altri (afidi, acari, carpocapsa, mosca, ecc.), mentre la lotta contro le crittogame che danneggiano il legno deve essere soprattutto di tipo preventivo, attuando tutte quelle pratiche agronomiche che favoriscono lo sviluppo della pianta e solo in casi estremi si ricorrerà alla lotta chimica. Per limitare i danni delle crittogame e delle batteriosi su tutti i tipi di impianto si consiglia: un trattamento con poltiglia bordolese al 2-3% dopo la caduta delle foglie ed un trattamento con ossicloruro di rame al 50% alla dose di 500 gr per 100 litri d’acqua a fine inverno-inizio primavera.

Sugli impianti in produzione di noci pregiate, per evitare i danni sui frutti da parte del verme (Cydia pomonella), si consiglia un intervento con 200 gr per 100 litri di acqua con "Diflubenzuron" oppure "Phosolone" nel mese di giugno. Il trattamento va ripetuto nella seconda metà di luglio.

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