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![]() Impresa
Agricola |
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Detti anche "frutti di bosco", la coltivazione di queste specie ha, in Italia, finalità economiche proprie dellimpresa agricola solo in qualche caso; spesso sono colture marginali, amatoriali, spontanee. In altri Paesi europei (Polonia, Germania, Olanda, ecc..) le coltivazioni assumono talvolta dimensioni maggiori con interessanti esempi di coltivazioni estensive e tentativi di meccanizzazione della raccolta che per alcune specie hanno dato buoni risultati (ribes nero e rosso, uva spina, mirtillo). Nel nostro Paese unimpresa cooperativa trentina sta trainando altre iniziative analoghe in realtà montane a vocazione turistica.
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LAMPONE
Presenta possibilità di sviluppo specie in coltura protetta precoce, tardiva o in secondo raccolto sempre per il consumo fresco consentendo, in questo modo, di spuntare prezzi assai più elevati di quelli medi; un esempio è la coltivazione di varietà rifiorenti che, maturando in fine estate-autunno, permettono di rifornire il mercato quasi ininterrottamente da fine maggio a novembre. Per un ampliamento del calendario produttivo le strategie da adottare sono le seguenti:
differenziazione delle varietà;
introduzione della copertura con tunnel e ombreggiamento;
sfruttamento delle differenze climatiche latitudinali e altimetriche.
TECNICA DI COLTIVAZIONE
I lamponi sono arbusti di piccola o media dimensione senza particolari esigenze in fatto di terreno quantunque preferiscano quelli poco calcarei, sub-acidi, ricchi di sostanza organica, freschi e permeabili.
Si allevano in filari con lausilio di pali leggeri e uno o due fili verticali o orizzontali ai quali si legano i tralci o si indirizzano i polloni nel caso di varietà rifiorenti. Le distanze vanno da 1,50-2,50 m fra le file a 0,50-0,70 m fra le piante. Per evitare lo sviluppo delle erbe infestanti in prossimità delle piante e lungo il filare è consigliabile la pacciamatura con polietilene nero con fori di 15 cm di diametro.
Concimazioni, irrigazioni e gestione del suolo sono simili alle altre specie frutticole coltivate nella propria zona.
È opportuno evitare lirrigazione a pioggia che favorisce lo sviluppo di marciumi ai frutti (Botrite).
SCELTA VARIETALE
Si distinguono le varietà "unifere", quelle che producono una sola volta lanno prevalentemente sui tralci dellanno precedente, e le varietà "bifere" o "rifiorenti" perché capaci di produrre sia sui rami dellanno precedente (giugno-luglio) che sui polloni dellanno (settembre-ottobre) anche se, di preferenza, queste varietà si coltivano in genere per la sola produzione autunnale privilegiando così la qualità (pezzatura) dei frutti.
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ROVO
Arbusto molto produttivo, vigorosissimo, rustico, resistente ai freddi invernali e alle brinate tardive. Adattabile a tutti gli ambienti esalta però la capacità produttiva, ma anche la vigoria, nei terreni profondi e fertili. In coltura protetta, tunnel non riscaldati, anticipa linizio della raccolta a luglio spuntando i migliori prezzi sul mercato del fresco. La produzione destinata allindustria non sembra promettere prezzi interessanti per la forte concorrenza estera che offre oramai anche prodotti di qualità oltre che a basso costo. Necessita di palificazione, potature in verde per ridurre il numero dei tralci di rinnovo e, prima della maturazione, per cimare le femminelle. Con la potatura invernale si eliminano i tralci vecchi, si spuntano a 2 m dal suolo i 4-5 nuovi tralci, pulendoli dalle femminelle fino a 40 cm e raccorciando le altre a 3-4 gemme, e si legano ai fili disposti a ventaglio. La raccolta inizia in luglio e si protrae fino a settembre.
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TAYBERRY
Ibrido di rovo e lampone. Piante di medio vigore con tralci lunghi ma fini e leggermente spinosi. Frutti grossi, molto allungati (4-5 cm), color lampone, profumati, leggermente aciduli, di discreta consistenza. La raccolta è precoce, primi di luglio, e si completa in soli 15 giorni.
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BOYSENBERRY
Ibrido di lampone e rovo originario della Nuova Zelanda con piante vigorose che necessitano di palificazione. Frutti grossi simili alle more, nero-violetti, più dolci e ricchi di vitamine. La raccolta inizia e termina in luglio.
N.B.
Per evitare lo sviluppo della Botritis non deve essere effettuata
lirrigazione a pioggia sulle colture di rovo Tayberry e
Boysenberry.
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RIBES ROSSO
Causa la forte concorrenza dei Paesi del Centro e Nord Europa, la coltura in Italia trova interesse più per il mercato fresco che per la destinazione industriale.
Pianta cespugliosa, vigorosa e rustica, resistente alle basse temperature, può però essere danneggiata da gelate tardive.
Le distanze tra le file variano da un minimo di 2 m ad un massimo di 3-3,50 m secondo il livello di meccanizzazione, mentre fra le piante la distanza è di circa 1 m. Si allevano a cespuglio libero o a controspalliera con lausilio, in questo caso, di pali e 3 fili metallici. Una buona vigoria è determinante per ottenere una buona produzione già al secondo e al terzo anno; pertanto si deve provvedere ad irrigare e a concimare specialmente con letame ed altri organici unitamente ad una razionale concimazione potassica nei terreni sciolti. Nellallevamento a controspalliera si lasciano 2 o 3 branche principali per ogni pianta distanziate di 25-30 cm; lintensità della potatura dipende sia dalla varietà che dal vigore delle piante (questo è strettamente collegato alla fertilità del terreno ed alla concimazione). Una potatura severa migliora la qualità poichè i grappoli più belli e le bacche più grosse si ottengono sul legno giovane. E opportuno poi praticare una potatura estiva per ridurre i nuovi getti.
Il ribes rosso si presta molto alla coltivazione forzata potendo anticipare di 3-4 settimane la raccolta in ambienti non riscaldati e ancor più se riscaldati.
E anche possibile ritardare la raccolta di 2-4 settimane, secondo landamento stagionale, ricoprendo con plastica le piante fin dallinizio della maturazione in modo che i frutti non vengano bagnati dalle possibili piogge di fine estate.
La raccolta si effettua con un solo stacco in pieno campo mentre ne occorrono due nella coltura forzata.
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RIBES BIANCO
Le varietà di ribes bianco sono, in genere, molto inferiori a quelle di ribes rosso per produttività, vigore, dimensione delle bacche e numero delle stesse per grappolo. Alcune nuove varietà stanno suscitando interesse anche per il buon momento commerciale di questo "piccolo frutto".
La tecnica di coltivazione è del tutto simile a quella del ribes rosso. Il frutto del ribes bianco è più dolce, in genere, meno aspro di quello delle varietà a frutto rosso.
DIFESA FITOSANITARIA
Su lampone, mora e ribes si consiglia Euparen per la difesa dalla Botrytis.
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UVA SPINA
Gli arbusti di uva spina sono meno vigorosi del ribes, pertanto il numero dei fili nellallevamento a controspalliera aumenta a 5 o 6 con il primo filo a soli 30 cm da terra e gli altri distanziati di circa 25 cm lun laltro. I nuovi getti devono essere legati più volte durante la stagione vegetativa.
La maggior parte delle varietà sono sensibili alloidio, specie quelle a frutto rosso. Lepoca di raccolta fra le diverse varietà non presenta grandi differenze. Quasi tutte le varietà di uva spina sono sensibili allo zolfo (polvere e bagnabile). Il prodotto produce sulla pianta unazione fitotossica che provoca larresto della vegetazione e la cascola delle foglie. Per combattere loidio devono essere usati prodotti antiodici specifici sintetici a base di Dinocap, Fenarimol, ecc.
MAY DUKE - Vecchia varietà a maturazione precoce e sapore gradevole; vigorosa con bacche piuttosto grosse, di color rosso vivo e quasi glabre.
GOUDBAL - Altra vecchia varietà a maturazione precoce poco vigorosa, ma di elevata produttività; i frutti sono oblunghi ed abbastanza grossi, lisci, di color giallo oro, consistenti e dal sapore gradevole. Poco sensibile alloidio.
GOLDA - Recente introduzione a maturazione precoce, abbastanza vigorosa e produttiva; le bacche sono piuttosto grosse, rotonde e di colore giallo, quasi glabre, consistenti, di buon sapore. Poco sensibile alloidio.
ROSKO - Altra recente creazione, ma con bacche di color rosso-rosato vivo, quasi glabre, molto grosse, consistenti e di sapore gradevole. La varietà è poco vigorosa, pertanto necessita di particolare attenzione nella potatura e nella legatura dei rami principali. La maturazione è intermedia, la sensibilità alloidio inferiore rispetto alle altre varietà e frutto rosso.
WHITE SMITH - Vecchia varietà a frutto verde-chiaro dal gradevole sapore adatta quindi al consumo fresco, a differenza di altre varietà più recenti a frutto verde create a East Malling ("Invicta" e "Greenfinch"), poco sapide e pertanto più indicate per la trasformazione industriale.
PAX - Nuova varietà senza spine, di medio vigore, frutto medio-grosso di buon sapore. La pianta è resistente alloidio.
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MIRTILLO GIGANTE
Di relativa recente introduzione nelle coltivazioni europee, il mirtillo gigante di origine nord-americana desta notevole interesse per gli alti prezzi che spunta sul mercato fresco, specialmente in epoca precoce e tardiva. Diversi fattori ne rallentano però la diffusione.
SCELTA DEI TERRENI
Il mirtillo gigante è una specie estremamente esigente: predilige terreni leggeri, anche se tollera alti livelli di argilla, ricchi di sostanza organica (5-10% almeno) ma soprattutto privi di calcare e a reazione molto acida, con pH compreso fra 4 e 5,5, almeno nei primi 25-30 cm di suolo; necessita anche di frequenti irrigazioni a causa dellapparato radicale molto superficiale. Lo sviluppo della pianta nei primi anni è spesso stentato così che anche la produzione tarda a raggiungere livelli significativi. Sembra ormai assodato che è preferibile non lavorare il terreno prima della piantagione, specie se molto ricco di sostanza organica (torbiere), scegliendo radure o terreni incolti piuttosto che quelli precedentemente usati come arativo; le piante si sviluppano più facilmente nei terreni disboscati e vergini. Se necessario, è possibile correggere il pH pacciamando i filari con grosse quantità di segatura o corteccia di conifere. Anche laerazione ed il drenaggio devono essere idonei; lacqua deve sempre defluire in breve tempo anche in caso di forti precipitazioni; la presenza di ristagni provoca deperimento e nel peggiore dei casi la morte delle piante.
CONCIMAZIONE
È molto importante una corretta nutrizione basata sulla disponibilità degli elementi risultante dalle analisi; lazoto in particolare non deve essere dato in eccesso: soprattutto nei terreni molto ricchi di sostanza organica apporti annui di 30-50 Kg/ha di azoto sono ottimali. Preferire sempre i formulati a base acida ("solfati") per tutti gli elementi. La concimazione organica allimpianto ed in fase di coltivazione della pianta deve essere eseguita con torba acida (pH 3-3,5) in sostituzione del letame nei terreni con pH superiore a 5.
DISTANZE DI IMPIANTO
I sesti sono compresi fra 2-3,50 m fra le file e i 1-1,50 m fra le piante, in funzione della vigoria della varietà e delle migliori o peggiori condizioni ambientali.
DIFESA FITOANITARIA
Il mirtillo abbisogna solo di trattamenti con Euparen per la difesa dalla Botrytis. Eccessi di azoto possono provocare scarsa lignificazione con attacchi di cancro dei germogli, nel qual caso conviene eliminarli appena appassiscono e bruciarli.
SCELTA VARIETALE
È fondamentale, ai fini della riuscita della coltura, mettere a dimora varietà di provata produttività e adatte alla propria zona; le diverse esperienze sparse nelle zone italiane più o meno vocate, debbono essere di guida per individuare quelle più idonee fra le diverse varietà, quasi tutte di origine statunitense o germanica.
Le varietà indicate in tabella sono adatte a climi temperato-freddi, tipici delle zone alpine e del Centro Europa. Negli Stati più meridionali degli USA sono coltivate anche altre varietà a basso fabbisogno di freddo che potrebbero essere provate in aree meridionali ed anche sotto tunnel, anticipando di diverse settimane la raccolta in un periodo molto interessante per gli alti prezzi ottenibili sul mercato del fresco. Lirrigazione del mirtillo non deve essere effettuata con acqua calcarea. E sempre preferibile lacqua piovana. E opportuno evitare limpianto a ridosso dei muretti di calcestruzzo e muri di mattoni e calce idrata. Dove il terreno non si presta alla coltivazione un numero limitato di piante possono essere coltivate nei contenitori di legno o lamiera.
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MIRTILLO ROSSO
Coltivato in impianti intensivi quasi solo in Germania, deriva da selezioni del mirtillo rosso selvatico di bosco presente soprattutto nei Paesi scandinavi e del Nord Europa. Questa nuova specie può essere coltivata nelle stesse aree dove si coltiva il mirtillo gigante poichè le esigenze di terreno e di clima sono simili; lo sviluppo della pianta è però molto più ridotto, circa 30 cm di diametro, e la maturazione avviene quando la raccolta del mirtillo gigante è terminata, cioè in settembre.
Le distanze di impianto sono 1 m fra le file e 0,25-0,30 m fra le piante.
La raccolta può essere fatta a mano con lausilio di appositi "pettini".
Vista la forte richiesta dellindustria per i frutti di mirtillo rosso coltivato, in Germania è stata messa a punto una macchina per agevolarne la raccolta anche per contrastare la presenza di grosse quantità di mirtillo selvatico immesse sul mercato in annate particolarmente favorevoli.
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